"Free your mind and your ass will follow"
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sabato, dicembre 22, 2007
libertà e perline colorate.a giovanni, quello del post sotto, gli piacevano le mazzencolle e le capesante. di nome e basta, però, perchè di fatto non ne mangiava.
'sono così maschio che il pesce non lo mangio manco morto ammazzato nel piatto', diceva. e tutte le volte mi pareva facesse lo sguardo del pazzo.
una volta è stato un mito.
mi ha portato fino in culo al cimitero degli inglesi per vedere gli ultimi eredi di shakespeare. una salita che non finiva più e in cima al cocuzzolo una tipa coi riccioli neri accompagnata da un cane trasmigrato nel corpo di un vitello: i guardiani del cimitero.
a giovanni la salita gli faceva un baffo - di dalì più che altro dato che fumava le camel light 100's in quota pacchetti due pro die prima e dopo e nonostante i pasti - e trotterellava ansimando e disquisendo. io, invece, tra me e me, contavo i segni dell'infarto.
'no perchè tu non sai' - ed io nella mia testa: 'ecco' - 'non sai che qui c'è sepolto un altro stronzo insieme ad una stronza, ma di quelli famosi che liz taylor ci ha pure fatto un film e virginia wolf ci ha scritto una biografia e l'ha chiamata "flush", dal nome del cagnolino della tipa che è anche il narratore della storia'. e io, ad alta voce: 'pure il mio gatto deve scrivere la mia storia. flush come il verbo dello scarico del cesso?' e lui 'si, brava, è una razza di cane', e io ridevo.
giovanni è sempre stato un ragazzo simpatico, alla fine.
'e insomma, praticamente era l'epoca di byron, quello col piede caprino che è andato a morire in guerra in grecia prima di indossare la divisa' e io 'giovà, lo so, club foot' e lui 'si, zitta. e insomma lei era una cessa coi pedali e lui, dice, un topo della madonna. pare che lei fosse la prima figlia di altre figlie e il padre, dato che era l'unica intelligente, se l'era chiusa in casa e dicendo che era cessa e malata non se la prendeva nessuno e quindi era destinata a badare a lui, e sul "badare" capiscìammè'. e io 'si giovà, sto zitta solo perchè è salita verticale e quindi muoio e NON ti lascio niente', e lui 'bene. siamo pure in un cimitero. fai le corna e toccati chè magari ci vede qualcuno' e io 'giovàààà' e lui 'ah ah ah'.
insomma, riprende e fa: 'insomma, sta tipa disgraziata prigioniera del padre intelligente lo era veramente, e ha fatto come hai fatto te, e cioè si è messa a scrivere e si è aperta un blog. ovviamente all'epoca il blog era un giornale a tiratura nazionale. e lei prende e ci comincia a scrivere poesie. per fartela breve scrive di qua e scrive di la. il topone di cui prima, che era pure lui un rinomato poeta, si interessa alla tipa e le comincia ad inviare acuuute osservazioni sui suoi scritti via corrispondenza. le email e i messaggi privati, praticamente'. al che io: 'giovà, ti seguo sempre eh, non c'è bisogno che mi traduci' e lui 'si ma magari ci stanno facendo un'intercettazione ambientale e poi non voglio che i poliziotti si annoiano, anzi se mi sentite, poliziò: gùgol, scritto g-oo-gle con due ò all'inizio. quando non capite che vuol dire imèil andate là che ve lo spiega lui. oddio, secondo te gli devo pure spiegare come si usa google?' e io 'giovà, lassù c'è un cane, se non la smetti ti indico col dito e faccio il gesto dell'iguana' e lui 'sarebbe a dire?' e io 'sarebbe a dire azzanna la coscia di questo coso qua'.
'si vabbè, ma tu non stai attenta'
'ok sto zitta, e vai avanti, tanto come finisce lo so già ma a quello che ci intercetta gli interrompi un'emozione'
'vabbè. insomma iniziano a scriversi e, come in tutte le storie di adesso fra blogghers, si innamorano. lui le va a casa, le dice "io t'amo" e lei "cazzo che copione, pure io" e lui va dal padre a chiedere la mano. ovviamente, pausa di suspence, il padre va nei pazzi e dice "nooo mia figghia nun te la doo", lei li capisce che non è che doveva stare a casa perchè non se la pigliava nessuno dato che uno che se la voleva prendere c'era, e quindi dice al padre sai icchè, scappo"
'elope si chiama: la fuitina'.
'vedo che sei informata sui fatti'
'infornata si dice'
'non interrompere che poi non si capisce più niente e il lettore distratto si confonde tra chi sono io e chi sei tu'
'io non sono peloso'
'io nemmeno, continuo?'
'vai'
'ecco, la storia praticamente è finita. si conoscono sul giornale, si scrivono poesie d'amore, vanno avverso al destino e ai parenti e prendono e scappano davvero. poi siccome lei era tisica, come andava di moda all'epoca (se c'era una malattia non mortale non te la potevi fare scappare) se ne sono venuti qui a firenze chè c'era il bel clima e il sole'
'nà vorta!' dico l'ovvietà.
'non ci sono più le mezze stagioni, signora mia. insomma, per dire, sono seppelliti qui. insieme. in questa tomba qua. non sono più tornati a casa.' e io guardo questo scafandro rettangolare posizionato in alto come a farlo vedere meglio anche da quelli più indietro, come se chi l'ha messo prospettasse una folla e invece non c'è nessuno. ci siamo solo io e giovanni. e la guardiana. e il suo grosso cane. e cazzo, penso, una folla che guarda una cosa del genere ci starebbe bene. se anche virginia woolf e liz taylor si sono scomodate qualcosa ci dovrà pur essere. un amore che dura nei secoli dei secoli amen, e che ce la fa a superare tutte le difficoltà. per due che si sono innamorati delle loro parole. dedicate a nessuno. nell'ignoranza l'uno dell'atra. e poi l'hanno trovato.
guardo giovanni con la sua faccia da punto esclamativo e interrogativo tutti insieme e mi chiedo se ha pensato la stessa cosa che io ma non mi serve chiedermelo, l'ho inventato io e quindi lo so che è così. e infatti gli faccio 'giovà, mi hai portato a vedere gli eredi di shakespeare, che già ho visto tra l'altro, e manco siamo andati a guardare la tomba e mò mi hai raccontato sta storia di browning ed elizabeth barrett, che ti ho raccontato io. e non era elizabeth taylor, era norma shearer. e quindi che era che mi dovevi dire?'
e lui 'fottiti. ah ah ah'
ci casco sempre.
secreto da Ossignore | 22/12/2007 02:14 | | popup-commenti (36) and perma-commenti (36)
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